Paura e delirio a $variabile

TEST SOCIALE: Ho usato questa pagina per capire quante persone ritweetano senza aprire i link. In un campione di 40 persone ben 5 hanno dato esito positivo, un buon 12% che non sa nemmeno cosa sta facendo ;)

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Africa… u are the next

Il futuro è la Cina?

no è il continente nero.

Negli ultimi anni sono stati investiti più di 170 MILIARDI di dollari in africa, investimenti made in USA, CINA, EUROPA, INDIA.

La domanda è: perchè la Cina, potenza emergente va ad investire in un paese disastrato dalle guerre invece di continuare a migliorare il proprio potenziale interno (visti anche i grandi margini di crescita)?

Perchè la Cina sta costruendo scuole e strade a gratis, senza ottenere in cambio concessioni estrattive? E’ forse una onlus?

Certo che no. Quello che sta facendo la Cina è quello di mettere piede in un continente che è stato sempre trattato con il bastone. Se al cavallo mostri anche la carota allora le cose possono cambiare. A colpi di strade e scuole la Cina sta conquistando il favore degli africani che dopo aver visto distruggere le proprie tradizioni ed ucciso i loro cari vedono negli occhi a mandorla una possibile rinascita.

La cina “ha vinto il bando” per la creazione del palazzo dell’unione africana, quello che sarà il simbolo dell’africa unita, della rinascita del continente nero. Un appalto da 150 milioni di dollari che avrà un grande ritorno in immagine per gli amici cinesi.

E mentre la cina conquista il favore dei capi tribù, tornano ad affacciarsi i gringos (USA people) che ritornano in africa con valigetta sotto braccio e tirati al filo come se l’africa macchiata di sangue fosse una passerella firmata armani.

In africa ci tornano con l’intenzione di cambiare, basta sfruttamenti, abbiamo qui dei fondi per voi che vi permetteranno di bere coca cola e guardare il superball. Il cattivo diventa buono, non per commiserazione ma perchè i cinesi sono più agguerriti che mai e non sanno più dove buttare i soldi.

Africa significa oro, petrolio, diamanti ma non è questa l’ottica con la quale i BIG si stanno affacciando al futuro africano.

Il progetto è ben più ampio, riportare in sesto l’africa per renderla il nuovo continente a cui vendere i propri prodotti.

Come l’europa dopo la seconda guerra mondiale, così l’africa si presenta oggi.

Un continente devastato dalle guerre, dove una febbre ti uccide e dove le lattine di coca cola sono solo un sogno.

Io do a te 50 e tu in futuro acquisterai i miei prodotti. Il piano marshall.

<h3>Il potenziale africano</h3>

L’africa ha un territorio vastissimo

L’africa ha una densità abitativa bassissima, grandi territori, poche persone = enormi possibilità di sviluppo.

L’africa è il continente con il maggior numero di risorse minerarie

Sotto il deserto del sahara ci sono riserve di acqua per centinaia di anni, frutto degli accumuli del passato quando al posto del secco deserto nord africano c’era una rigogliosa foresta pluviale.

Per questi ed altri motivi, Africa is the future. Se volete partecipare le iscrizioni sono aperte…

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C’è chi studia… e chi va a protestare senza sapere il perchè

Oggi all’improvviso vedo che il ponte dell’università di vicenza è colmo di gente, tutti in fila ed in testa dei ragazzi con uno striscione bianco con scritte rosse.
Non sono riuscito a leggere visto che dalla mia aula alla fine del ponte ci sono circa 150m di distanza, ma sicuramente la scritta era “basta tagli alla scuola” “gelmini vai a lavorare” o roba del genere.

Saranno state circa 500 persone che in fila per 3,4? camminavano verso una meta sconosciuta nel bel mezzo della mattina.

Il mio illustrissimo compagno(GIUSEPPE) universitario che assieme a me assisteva alla scena, si ricordava che durante il tragitto aveva visto codeste persone organizzarsi davanti alle scuole superiori.
NB: scuole superiori.

Mi vengono in mente le giornate in cui alle superiori c’era sciopero, non si sapeva mai il perchè e visto che in aula non c’era nessuno si restava a casa. Il giorno dopo il professore (incazzato nero) riprendeva in mano il libro ed iniziava a spiegare l’argomento del giorno precedente perdendo di fatto una lezione, ergo insegnamento per noi. Ma alla fine si trattava sempre di mediazione. Al giorno della verifica si arrivava saltando il capitolo perso durante gli scioperi e noi, oltre che essere riposati, avevamo anche meno da studiare.

Ora all’università se si salta una lezione sono cavoli nostri, all’esame c’è tutto e non ci sono mediazioni che tengono.

La riforma…

E’ vero che la riforma Gelmini licenzierà professori, ma mi spiegate a cosa servono 2 professori per spiegare economia? cosa me ne faccio di 2 professori per diritto? cosa me ne faccio di un prof che insegna un’ora alla settimana e quando siede in cattedra ci tiene a mettere in bella vista il rolex?

Sinceramente non ce ne facciamo nulla, sono solo una spesa.

Ma questo logicamente non interessa a chi vede nello sciopero la possibilità di saltare uno o più giorni di scuola. Fare shopping in centro con i soldi dei genitori che lavorano mentre i figli protestano…

The End

e mentre il corteo proseguiva verso il nulla, il professore spiegava come a fine anno sia importante valutare con criterio le scorte in magazzino al fine di poter affrontare l’esercizio successivo alla pari dei nostri concorrenti.

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Usare i video per segnalare la pagina Fan è una mossa astuta!

Beccatevi sto video!

Gran nevicata eh?
Beh ma non ve l’ho postato per la nevicata ma per l’insieme di link segnalati nel video.

Come logico vediamo i link ai siti web dei protagonisti del video, ma non solo. Se notiamo viene segnalato anche il link alla pagina fan su facebook: www.facebook.com/tetongravityresearch

Forse non si dovrebbe dare peso ad un solo link ma visto il contesto, questo inserimento è molto importante!

I video possono contare su migliaia di visualizzazioni e molte di queste visualizzazioni sono fatte su siti esterni. Il fatto che si vada a linkare un proprio sito web serve proprio a difendere il copyright, ma segnalare la pagina fan facebook puo’ avere una marcia in più.

Chi guarda un video del genere non sta certamente lavorando (o almeno si spera) e quindi è più propenso a perdere tempo guardando altri video, oppure…

>Segnalare il video su facebook
>Visitare la pagina fan degli autori
>Guardare altri video direttamente dalla pagina fan
>Informarsi sugli autori

Già con questo siamo a 4 azioni importanti.

Ma se consideriamo che video del genere vengono condivisi facilmente su facebook, il fatto che venga citata proprio una pagina facebook alza di molto il tasso di conversione all’iscrizione della pagina fan!

Questa è astuzia!

Questa tecnica è molto diversa e molto più efficacie della semplice segnalazione su un volantino oppure nel footer dell’email della nostra pagina facebook.
Forse in Italia siamo ancora indietro, bisogna imparare!

EDIT: Segnalo che qualcuno, forse l’unico, inserisce il link della propria pagina fan sui video. E’ Alessandro Sportelli di Facebook Strategy. Complimenti!

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2010: Ottima stagione per i funghi

Questo è stato uno degli anni buoni!

In soli 3 giorni di scampagnate ho trovato più Porcini rispetto al 2009.

Il motivo è da attribuire probabilmente al grande caldo di luglio e alle pioggie di agosto senza contare la quasi assoluta assenza di vento.

In una delle scampagnate abbiamo trovato 4 porcini con un peso prossimo ad 1kg, ciascuno! Era da tanto tempo che non ne vedevo di così grandi.

Ma assieme ai fantastici Porcini ho visto anche orde di “fungaioli” che armati di rastrellino distruggevano il bosco alla ricerca di edulis per farli sotto olio.

Il solito schifo! ma tanto fra 10 anni di funghi non ce ne saranno più per nessuno ed i “grandi cacciatori di porcini” andranno a devastare la slovenia, patria attuale di tutti i porcini che si trovano al supermercato.

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Guardare agli USA per intravedere il futuro italiano

Non è una novità. Tutte le persone che si occupano di informatica, economia ecc guardano agli stati uniti per scoprire novità in arrivo nel nostro piccolo paese.

Ho iniziato anche io, a 21 anni. Un po’ tardi.

Ho notato che l’Italia copia pari pari ma con un ritardo disumano. Questo è dovuto al fatto che “i must” entrano in voga in Italia per mezzo dei “Guru” e non per mano dei singoli cittadini che frequentano il web statunitense.

Nei prossimi articoli scriverò di alcuni aspetti che ho carpito e di alcune differenze che rendono completamente diversi i comportamenti da mettere in atto per muoversi in Italia e nel nuovo mondo.

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Facebook ecco perché è diventato famoso

Questo che stai per leggere è un articolo scomodo, probabilmente ti scandalizzerai e mi dichiarerai matto da legare. Se non ti va di leggere critiche a facebook sei pregato di lasciare questo sito.

Facebook non è diventato famoso perché ha qualcosa che altri social network non hanno.

Oggi face book è forse il social network migliore in termini di struttura, quello che offre più servizi ed ogni giorno presenta novità interessanti. Ma agli inizi non era così.

Facebook non è stato il primo social network e sebbene la storiella dello studente universitario faccia venire le lacrime agli occhi, non è stato creato nulla di originale. E’ diventato famoso grazie ai media tradizionali ed il mondo in cui questi trattavano del social sembra molto  simile alla tecnica della pubblicità occulta.

Il caso della pubblicità occulta nei telegiornali

Nello scorso inverno un comprensorio sciistico veneto ha pagato una emittente locale per far parlare solo di se nei telegiornali.

Ogni volta che nevicava si parlava solo di questo comprensorio e gli altri non erano mai citati. In questo modo i telespettatori erano bombardati dal nome di questa località e la mancanza di “alternative” li spingeva  a credere che fosse la migliore.

E’ successo anche per facebook, coincidenza?

La stessa cosa è successo per facebook. Fate un sondaggio e scoprirete che molti persone hanno scoperto face book dai telegiornali o dai propri amici. E guarda caso anche i loro amici avevano conosciuto face book grazie al telegiornale o alla tv.

Nessun altro social network veniva citato e così l’unicità (senza fonte) di face book sembrava una indiscutibile.

Questo facebook event è durato per tantissimo tempo tanto che anche i più scettici si sono detti: “ma se continuano a parlarne significa che è una cosa speciale”.

Guarda caso facebook è riuscito a farsi “smollare” tutti i dati personali degli utenti, dati che prima nessuno avrebbe mai osato dare nemmeno alla nonna. Ora facebook ha più dati sensibili che la CIA.

Da dove arriva il successo di facebook, secondo me.

Sinceramente il successo di facebook mi sembra frutto di una attenta campagna marketing tradizionale probabilmente finanziata da enti governativi USA, mirata a raccogliere dati sensibili in ogni parte del mondo.

Chissà più in la approfondirò l’argomento.

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Come risolvere l’errore wordpress: Category not updated

Oggi stavo sistemando le categorie del mio sito e quando sono andato a modificare il nome di una categoria mi è comparso l’errore: Category not updated

L’errore sorge in quanto volevo il nome che volevo dare alla categoria era lo stesso di un Tag già presente.

Come risolvere

Basta andare sulla pagina dei tag, trovare il tag con il nome che vogliamo usare per la categoria e rinominarlo.
Una volta fatto non comparirà più l’errore se si cercherà di cambiare nome alla categoria.

Metodo alternativo

Basta sciegliere il nome che non usa già un Tag :)

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Quel che te vol ti marketing

Ho inventato una nuova tecnica di marketing, si chiama “Quel che te vol ti marketing” che significa “quello che vuoi tu” praticamente decidi tu in che modo devo fare marketing io.

Ovviamente è una battuta, e non è nemmeno mia. E’ del mio professore di EGI il dott. Brunetti.

A lezione ci ha mostrato una slide sulla quale erano riportate 52 tecniche di marketing ed in questa slide molte tecniche erano quasi identiche oppure di margine, talmente di margine che su una clientela immensa ne sarebbero rientrati pochissimi.

Ogni giorno pseudo esperti creano teorie di marketing nuove, creano un sito web e poi scrivono un libro. Alla fine è sempre la stessa solfa solo che viene mischiata con altre.

Un po’ come quando si scelgono 3 oggetti a caso nella stanza per creare una storia.

Per adesso chiudo qua… Ma ci ritornerò a breve per completare il ragionamento.

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La Cina invaderà anche internet?

La crisi economica che stiamo vivendo non è dovuta solamente ad un problema finanziario ma è dovuta soprattutto ai nuovi continenti emergenti.

Per anni l’occidente è stata la fabbrica del mondo, l’unico luogo in cui l’alta tecnologia veniva ideata, progettata, sviluppata e prodotta.

La potenza economica creatasi non è niente altro che il frutto di innovazione e sfruttamento.

Ebbene si, bisogna dirlo, se possiamo permetterci auto e case lussuose è perchè qualcun altro nel mondo è senza cibo e senza alcuna risorsa.

Africa e Cina sono paesi dove le risorse naturali non mancano ma le dittature presenti le hanno sempre sottratte alla popolazione locale per venderle all’occidente.

In un contesto altamente tecnologico ed altamente competitivo, le aziende nel corso degli hanno cercato di conquistarsi la loro fetta di mercato scansando i concorrenti in modo più o meno lecito. Una delle tecniche più utilizzate negli ultimi 30 anni dalle multinazionali è la delocalizzazione. In verità non è indispensabile per una multinazionale.

Ma per delocalizzare la produzione spesso serve avvicinare anche il comparto di ideazione e sviluppo del prodotto.

Ecco che in Cina, India, Thailandia sono nati non solo capannoni con migliaia di operai che lavorano per un pugno di riso ma anche uffici dove giovani ingegneri sviluppano progetti da milioni di dollari in cambio di una paga inferiore ad un operaio FIAT.

Ma quello che forse alcune multinazionali non hanno considerato è che se prendi i biscotti dalla dispensa il bambino imparerà dove sono e la prossima volta invece di chiederli se li prenderà da solo.

Uso questa metafora per far capire che questi paesi da noi sfruttati sono stanchi e stanno cercando di eliminare l’invasore diventando loro i primi produttori.

Molte imprese medie italiane hanno affidato parte dei loro progetti in ricerca e sviluppo ad aziende cinesi o indiane in cambio di una tutela dei loro prodotti all’estero. Un po’ come se un fascista prestasse il fucile ad un partigiano.

La recente acquisizione di Volvo da parte di una grande azienda cinese fa ben capire quale sia il destino del nostro occidente.

Arabi, Cinesi ed Indiani stanno assorbendo le nostre aziende prendendosi tutto il know how accumulato in anni di ricerca e tradizione. Noi non abbiamo i mezzi per reagire in quanto abbiamo una mente che progetta a breve termine (si pensa solo ai soldi) ed il nostro territorio non ha risorse materiali.


Ma questo che centra con internet?

Niente, e tutto.

Internet e l’adv sembrano immuni in quanto sono composti da fattori immateriali e non materiali. Dislocare la produzione di idee è antieconomico ed improduttivo in quanto i paesi emergenti non hanno uno sviluppo culturale diffuso come Italia o nel resto d’europa.

Tuttavia anche in Cina ci sono studenti, laureandi, ingegneri, economisti e sicuramente hanno più fame di noi.

Allora perchè in un prossimo futuro non potrebbero pensare a metter piede su internet?

In verità lo stanno già facendo. L’azienda che acquista pubblicità su uno dei miei siti fa parte di una holding indiana. Le aziende indiane hanno i migliori ingegneri informatici del mondo e la Cina conta puo’ contare su siti internet, a target completamente cinese, che fanno paura allo stesso google.

Per adesso molte aziende italiane ed europee si stanno avvicinando al web guardandolo come l’ultima spiaggia e quindi web agency e adv company sono piene di lavoro. I siti internet informativi macinano visite a destra e a manca senza risentire della concorrenza.

Io ritengo che entro 5 anni massimo vedremmo arrivare i primi grandi siti web cinesi ed indiani che cercheranno di assorbire parte del mercato italiano, allora si che inizierà la crisi anche per internet.

Una soluzione c’è. Non bisogna sedersi ed aspettare i soldi ma bisogna sviluppare e migliorare sempre di più i nostri prodotti, perchè l’esito di una guerra dipende soprattutto dalle armi che usano gli schieramenti.

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